di Chiara Ceresa e Giulia Tucci

Il 22 Novembre, da secoli, la Chiesa celebra la giovane martire Santa Cecilia, il cui culto risale a più di 1500 anni fa. La Santa è nota ai più come patrona dei musicisti e dei cantanti, pochi però ne conoscono il motivo e la storia.
Siamo all’inizio del III secolo d.C, al tempo di Papa Urbano I, quando il cristianesimo rappresentava ancora un nuovo culto, severamente proibito e perseguitato. Secondo la leggenda Aurea, Cecilia, giovane cristiana di nobile famiglia romana, andò in sposa al pagano Valeriano. La notte delle nozze la donna confessò al neo-consorte il desiderio di preservare la sua verginità. Tale richiesta, emblema della grande fede e devozione religiosa della giovane, indusse Valeriano a convertirsi al cristianesimo la notte stessa. Ahimè, fu una decisione che costò cara a entrambi: furono presto scoperti, imprigionati, torturati e uccisi a causa della fede professata.
La tradizione ci tramanda che Cecilia, durante il martirio, invece di morire cantava lodi al Signore.  Questa frase, contenuta nell’introito della messa per la festa della Santa e probabilmente frutto di una fallace traduzione dal latino, bastò per attribuirle la fama di protettrice dei musicisti. Per tale ragione viene sempre  raffigurata accompagnata da strumenti musicali. Ad esempio nell’Estasi di Santa Cecilia, noto capolavoro di Raffaello Sanzio (1483-1520), è dipinta con in mano un organetto e con ai piedi una natura morta di strumenti musicali vecchi e rotti, simbolo della caducità della musica terrena.
La figura di Santa Cecilia ebbe un importante rilievo nel mondo religioso quanto in quello musicale: Papa Urbano I, ritenendola degna di riposare con i vescovi, la fece seppellire nelle catacombe di San Callisto e consacrò la casa della santa trasformandola in una chiesa in suo onore, riedificata successivamente in Basilica da Pasquale I nel XVI secolo. Altre numerose chiese e cappelle vennero costruite in onore della giovane martire patrona della musica.
Per quanto riguarda il mondo musicale, la sua figura ispirò il cosiddetto ‘Movimento Ceciliano’, sviluppatosi in Italia, Francia e Germania tra il XIX e il XX secolo, a cui aderirono musicisti, liturgisti e studiosi con l’intento di restituire alla musica sacra la dignità e il valore che stavano pian piano perdendo dopo la diffusione del Melodramma e della musica popolare.
In suo onore vennero anche istituite nel corso dei secoli scuole e accademie (come la rinomata Santa Cecilia di Roma), associazioni e periodici. Non mancano neanche le opere artistiche, musicali e letterarie che fanno riferimento alla Santa, sia antiche che moderne (da Chaucer, che la celebra nei suoi Racconti di Canterbury, ai Foo Fighters, che intitolano persino un loro album ‘Saint Cecilia’).
Secondo la tradizione, il 22 novembre in tutto il mondo cattolico si festeggia la patrona dei musicisti e in suo onore vengono organizzati eventi e concerti. Il Conservatorio di Torino non é da meno: mercoledì 22 novembre 2017 (con replica in giorno seguente) ci sarà il concerto inaugurale delle serate musicali intitolato a Santa Cecilia con in programma l’epica Sinfonia n. 5 di Dmitrij Shostakovich (1906-1975) e il Concerto per pianoforte e orchestra in la minore di Robert Schumann (1810-1856), eseguito dalla brillante ed elegantissima Anastasia Stovbyr

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